Con l’arrivo di maggio, nelle scuole si respira un clima particolare: le giornate si allungano e le temperature salgono, ma per molti studenti aumenta anche la fatica. È il momento delle ultime verifiche, delle interrogazioni decisive e, per alcuni, dell’avvicinarsi degli esami. Non è raro vedere i ragazzi più stanchi, meno concentrati e più irritabili. La stanchezza di fine anno non è solo “voglia di vacanza”, ma un insieme di fattori quali la percezione concreta del traguardo di fine anno scolastico e il desiderio di potersi finalmente fermare dopo mesi di ritmo serrato. Metaforicamente è come negli ultimi cento metri di una corsa: proprio quando si intravede la fine, la fatica si fa più intensa!

Allo stesso modo, durante l’ultimo mese di scuola, il livello di energia cala e ogni sforzo pesa di più. Inoltre, è qui che si concentrano verifiche, interrogazioni e valutazioni finali, che richiedono uno sforzo maggiore. Per non parlare di eventuali esami di terza media o maturità, che hanno sempre un forte impatto emotivo su qualsiasi alunno: per alcuni è il primo grande ostacolo, per altri una prova che segna un passaggio importante della vita. In questa particolare fase, genitori e insegnanti possono cogliere segnali come difficoltà di concentrazione, nervosismo, calo del rendimento o frustrazione: riconoscerli e comprenderli è fondamentale per intervenire in modo efficace e sostenere i ragazzi.

Innanzitutto, più che aumentare la pressione, è utile offrire strumenti concreti: aiutare a pianificare lo studio con obiettivi giornalieri realistici, alternare momenti di lavoro a pause brevi ma frequenti, favorire un sonno regolare e limitare lo studio serale. È importante incoraggiare l’uso di strumenti come schemi, mappe e ripassi attivi, riducendo il carico percepito. Nel contempo, è fondamentale valorizzare l’impegno più che il risultato, proporre momenti di reale svago (attività all’aperto, movimento, hobby) e ridurre l’uso eccessivo dei dispositivi nelle pause, per favorire un recupero mentale più efficace. Anche il dialogo ha un ruolo chiave: ascoltare senza giudizio, normalizzare la fatica e aiutare i ragazzi a ridimensionare ansie e aspettative può fare davvero la differenza. In definitiva, se maggio è l’ultimo tratto di una lunga corsa, arrivarci stanchi è normale… ma con il giusto supporto e qualche strategia in più, può trasformarsi in un’importante occasione di crescita!

Erika Torazza
Tirocinante in Psicologia
Sintra APS

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